Arriva il fine settimana, il tempo promette bene e viene voglia di uscire. La domanda è quasi sempre la stessa: dove andiamo a camminare? Prendiamo il telefono, cerchiamo qualche idea, guardiamo le foto. E alla fine capita spesso di scegliere tutti gli stessi posti: quella montagna vista sui social, quel lago che sembra imperdibile, quel sentiero di cui parlano tutti. Niente di male, naturalmente. Sono spesso luoghi bellissimi. Ma ce ne sono tanti altri.
Negli ultimi anni sempre più persone hanno scoperto, o riscoperto, il piacere di camminare. È una delle cose migliori che potessero accadere all’escursionismo. Più persone sui sentieri significa più persone che entrano in contatto con la natura, conoscono il territorio e magari iniziano anche a guardarlo con maggiore attenzione. Il punto, allora, non è chiedersi come far camminare meno persone, ma come aiutarle a scoprire più luoghi.
Perché l’Italia è piena di sentieri che non finiscono sui social, di piccoli paesi che conosciamo appena, di boschi, campagne, colline e coste dove si può camminare per ore. E poi ci sono le città, con quartieri, parchi, fiumi e periferie che spesso attraversiamo velocemente senza conoscerli davvero. Chi fa parte di un’associazione escursionistica lo sa bene. A volte le giornate che ricordiamo di più non sono quelle trascorse nei luoghi più famosi. Sono quelle in cui qualcuno ci ha portato lungo un sentiero che non conoscevamo, ci ha raccontato la storia di un paese o ci ha fatto vedere con occhi diversi un posto vicino casa.
È anche questo ciò che ogni settimana fanno le associazioni e gli accompagnatori FederTrek: cercare percorsi, costruire proposte diverse, far conoscere territori che altrimenti rischierebbero di rimanere fuori dalle rotte più battute. Non si tratta soltanto di distribuire meglio gli escursionisti. Si tratta di distribuire curiosità e attenzione.
Ed è proprio questa l’idea che il 10 e 11 ottobre attraverserà la Giornata Nazionale del Camminare. In quei due giorni non ci sarà un unico luogo nel quale ritrovarsi. Ci saranno tante iniziative e tanti territori. Qualcuno partirà da un paese dell’Appennino, qualcuno camminerà lungo la costa, altri entreranno in un bosco o seguiranno un fiume. E ci sarà anche chi scoprirà a piedi la propria città. Persone lontane tra loro faranno, nello stesso momento, una cosa molto semplice: usciranno di casa e cominceranno a camminare.
Ed è forse questa l’immagine che ci piace di più.
Perché distribuire le uscite non significa soltanto evitare di ritrovarci tutti sullo stesso sentiero. Significa dare una possibilità in più a un piccolo paese di essere conosciuto, a un percorso di essere frequentato, a una storia locale di essere raccontata. Significa anche ricordarci che per vivere una bella giornata a piedi non dobbiamo necessariamente attraversare mezza Italia. A volte basta guardare meglio quello che abbiamo intorno.
La Giornata Nazionale del Camminare vuole essere anche questo: un invito a scoprire quanti luoghi abbiamo ancora da conoscere, magari a pochi chilometri da casa. Perché l’Italia da percorrere a piedi è molto più grande delle sue mete più famose. Non tutti sullo stesso sentiero. Ma tutti, liberamente, in cammino.



