Il cammino è cura del territorio, attenzione alla sicurezza, relazione con le persone e gesto di cittadinanza attiva. Sono questi i principi che FederTrek – Escursionismo e Ambiente condivide e sostiene attraverso la diffusione del documento “Dieci passi sostenibili per camminare in montagna”, un decalogo che invita a vivere l’ambiente montano con maggiore consapevolezza, responsabilità e rispetto.

Promosso da Agesci e CSVnet, con il patrocinio di ASviS e nato dall’esperienza del progetto “Ritmo dei Passi”, il documento richiama l’attenzione sulla fragilità degli ecosistemi montani, oggi sottoposti alle pressioni dei cambiamenti climatici e del crescente sovraffollamento turistico. Il decalogo propone una vera e propria alleanza tra l’essere umano e la montagna, fondata sulla conoscenza dei territori, sulla sostenibilità degli stili di vita e sulla responsabilità individuale e collettiva.

I dieci punti affrontano temi che da sempre sono al centro dell’impegno di FederTrek: la tutela dell’ambiente, la promozione della cultura del camminare, la sicurezza in escursione, la valorizzazione delle comunità locali, l’inclusione sociale, il volontariato e la partecipazione civica.

IL TERRITORIO

1. Ascoltiamo la montagna

Osserviamo con cura e stupore la natura che incontriamo e scegliamo di rallentare, di fermarci e sostare in meditazione, se vogliamo anche religiosa, ringraziando del dono ricevuto. Ammiriamo la varietà del paesaggio e le diverse forme di vita che coesistono insieme in armonia, il mutare delle stagioni e del tempo atmosferico che pervade di sé e coinvolge ogni elemento naturale. Impegniamoci a conoscere la morfologia delle cime e delle valli, le rocce, la flora e la fauna degli ecosistemi che incontriamo lungo il nostro cammino e a cogliere i segnali del cambiamento climatico.

2. Camminiamo con leggerezza

Avendo cura di lasciare meno tracce possibili del nostro passaggio: spostiamoci usando, laddove possibile, i trasporti pubblici; portiamo con noi i rifiuti che abbiamo prodotto o che incontriamo lungo il cammino; rispettiamo pienamente la natura che ci accoglie, non spaventando gli animali, non calpestando zone sensibili e non strappando fiori o altro. L’unico souvenir che vogliamo portare a casa con noi è il ricordo dell’esperienza vissuta insieme.

3. Scopriamo il territorio con curiosità

Scopriamo la storia, l’architettura, l’economia, la cultura e le tradizioni del territorio che ci accoglie. Cerchiamo di leggere i fenomeni che lo vedono coinvolto e impegniamoci a essere protagonisti attivi nel processo di valorizzazione, miglioramento e promozione dello stesso. Usiamo cibo e acqua del luogo, acquistiamo da piccoli produttori territoriali, utilizziamo strutture ricettive a gestione locale, campeggi, rifugi e bivacchi, montiamo tende dove non è vietato.


LA SICUREZZA

4. Informiamoci e prepariamoci

Informiamoci sulle condizioni dei luoghi, sui tempi di percorrenza, sul meteo, sui pericoli stagionali e le difficoltà presenti lungo la strada. Dotiamoci di attrezzature adeguate ed essenziali, durevoli e riutilizzabili. Le tecnologie sono mezzi utili, ma è bene saper utilizzare anche gli strumenti analogici tradizionali. Prepariamo uno zaino leggero ma con ciò che ci possa proteggere dalla pioggia, dal freddo, dalla fame e dalla sete. Evitiamo di alimentare il sovraffollamento turistico, scegliendo anche territori meno battuti e periodi meno affollati.

5. Conosciamo i nostri limiti

Adottiamo comportamenti adeguati e prendiamo le giuste precauzioni. Scegliamo alimenti energetici semplici e una corretta idratazione. Percorriamo itinerari adatti alle nostre capacità e condizioni fisiche, consapevoli che l’imprevisto è sempre possibile. Impariamo a “percorrere la montagna”, che è diverso dal vivere un’esperienza agonistica. Ascoltiamo il nostro corpo, condividiamo con i compagni di viaggio parole, silenzi, risorse, fatiche, felicità ed emozioni.


LE PERSONE

6. Conosciamo chi incontriamo

Il camminare lento ci insegna a osservare davvero non solo ciò che ci circonda, ma anche chi ci circonda. Salutare lungo la strada significa riconoscimento della persona, rispetto dell’altro e fraternità. La fatica della salita e la gioia del panorama aiutano ad aprirsi agli altri e a costruire relazioni autentiche.

7. Accogliamo fraternamente

Camminiamo con persone con diverse capacità fisiche, sensoriali o cognitive, apprezzando le storie di ognuno e riflettendo sulla qualità dell’esperienza del cammino. La montagna diventa luogo di democrazia e accessibilità universale. Ci si aiuta tra compagni, si cammina al passo del più lento, si incoraggia e si imparano nuovi modi di conoscere lo spazio e il silenzio.

8. Impariamo da chi abita i luoghi

Non passare, ma fermarsi. Entrare in una bottega, ascoltare i racconti di chi vive in montagna, comprendere le ragioni dello spopolamento e del ripopolamento, le difficoltà e le scelte di chi resiste o ritorna. Rispettare usi e tradizioni locali significa riconoscere l’identità di ogni territorio. Camminare in modo sostenibile significa essere ospiti consapevoli e capaci di restituire valore ai luoghi.


LA CITTADINANZA

9. Partecipiamo e collaboriamo

Il cammino può diventare occasione per rafforzare legami e dimensione comunitaria, sostenere chi vive e custodisce i territori, contribuire a mantenere vivi sentieri, rifugi, tradizioni e relazioni. Camminare insieme è anche praticare il volontariato e prendersi cura dei beni comuni. Per i giovani può essere una scuola di responsabilità e partecipazione.

10. Sostiamo sui crinali tra nazioni, regioni e territori

La montagna non è solo spazio di divisione ma può essere luogo di incontro tra popoli e culture in una dimensione di fratellanza umana. Il cammino diventa occasione di dialogo, amicizia e pace, accogliendo le differenze come ricchezza. Ogni escursione può diventare un laboratorio pratico di educazione ambientale e di cittadinanza attiva, contribuendo alla cura delle montagne e a uno sviluppo sostenibile.