Siamo Arce. 11 Reti Nazionali e Internazionali che hanno stretto una Alleanza per promuovere le Comunità Educanti e il diritto all’educazione in Italia, un’alleanza intergenerazionale, una comunità eterogenea con obiettivi che ci accomunano per etica e per umanità. Siamo quello che abbiamo costruito in tanti anni per il bene comune e per condividere ciò che di buono riteniamo di poter passare alle nuove generazioni per riuscire a garantire loro un futuro: un futuro di pace e di conquiste umane, rappresentate dal superiore diritto di ogni bambino e bambina a vivere felice, lontano dalle guerre e dalle loro distruzioni. 

A novembre l’intervento all’ Onu della Dott.ssa di terapia intensiva pediatrica di Gaza, Tanya Haj-Hassan, aveva consegnato a tutto il mondo la sua domanda: “cosa aspettiamo per fare qualcosa?”. Noi non vogliamo che la risposta a questa domanda sia il silenzio o l’indifferenza per non spegnere quel sentire umano che se appartenesse ad ogni Stato non lascerebbe spazio e tempo alle guerre. 

Siamo uniti perciò come Arce, nel chiedere il pieno riconoscimento della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che prevede all’art 38 il rispetto delle regole umanitarie e la cura e protezione dei fanciulli, così come chiediamo il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario (DIU). E rimaniamo uniti come Comunità Educante anche dalla nostra memoria che ha una sua potenza universale: quella di evitare che l’orrore delle guerre possa continuare ancora oggi nell’indifferenza mondiale. Non c’è futuro per nessun bambino e bambina in questo presente bellicista e in questa insicurezza mondiale che vede dominare un solo interesse e una sola priorità, quella della corsa al riarmo e alle guerre.

Il nostro appello si rivolge:

− ad ogni rappresentanza governativa affinché l’impegno diplomatico non venga mai interrotto, sia efficace e continuativo per giungere ad una pace a Gaza e in Ucraina e in qualunque parte del mondo dove la guerra uccide, una pace che garantisca il rispetto del diritto umanitario e della legalità internazionale, mettendo fine alle uccisioni dei bambini, delle bambine e allo sfollamento illegale e disumano come quello che sta accadendo, sotto gli occhi del mondo, a tutti i civili gazawi;

− agli Organi di Stampa affinché le uccisioni dei bambini e delle bambine a Gaza e in Ucraina e in altre parti del mondo non rimangano sotto silenzio, sotterrate anche dall’indifferenza mediatica;

− ad ogni Organizzazione, Associazione, Comunità, Organismi, Movimenti Sociali, singole persone per dare espressione al nostro “no ad ogni guerra” nel rispetto della nostra Costituzione e il nostro “no alle uccisioni dei bambini e delle bambine”. 

Il nostro appello si unisce per rafforzare quello di tanti: della Caritas, di Emergency, di RIPUDIA, di Amnesty International, del Gruppo Nazionale Nidi Infanzia, di Libera, di Action Aid, di Save the Children e …

… per educare alla pace costruiamo la pace !