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Convegno Nazionale nell'Ambito della Giornata Nazionale del Camminare

7 Ottobre
Presentazione Giornata del Camminare
ed i 17 percorsi romani

Programma


Seconda edizione del premio
"
Città amica del camminare"
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Giornata Nazionale del Camminare - 12 Ottobre 2014 - III Edizione


Il progetto è finalizzato alla creazione di un centro di documentazione sul mondo dell'escursionismo, dell'ambiente e del consumo critico.
Per qualsiasi informazione contattare Daniel Bazzucchi (cell. 333 3558967) o scrivere a bibliotecagb@tiscali.it

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L'ALLARME
Prosegue la caccia di Daniza, l'orsa di 18 anni, che il 15 agosto ha ferito Gabriele Maturi, cercatore di funghi nei boschi di Pinzolo. La persona "aggredita" ha chiamato i soccorsi ed è stato portato in ospedale a Tione, riportando ferite non gravi. Secondo il suo racconto, dopo aver avvistato l'orso e i suoi cuccioli, si sarebbe nascosto dietro un albero per poterli osservare. Daniza, avendo fiutato il possibile pericolo senza riuscire a vederlo, si è diretta verso l'uomo, colpendolo con due zampate e mordendogli lo scarpone.
Daniza è ora considerata un pericolo per noi umani. Il protocollo in vigore nella provincia di Trento impone che l'animale sia catturato e, se l'operazione risultasse pericolosa, l'orsa potrebbe essere abbattuta.
Il mondo delle associazioni ambientaliste e animaliste è in fermento per una decisione che non può essere condivisa.
Federtrek sente di esprimere il proprio dissenso alla decisione di cattura dell’orso Daniza, che, impaurita dalla presenza di un estraneo accanto ai suoi piccoli nel suo ambiente naturale, non ha fatto altro che difenderli, come avrebbe fatto qualsiasi mamma del mondo animale umano
.
La risposta delle istituzioni a quanto è successo appare del tutto incoerente con le politiche di tutela e reintroduzione di questo magnifico animale sulle nostre montagne. Esprimiamo la nostra piena condivisione del messaggio lanciato dallo scrittore Mauro Corona in un suo articolo comparso su Repubblica.it: ci danniamo per proteggere le specie animali a rischio, ma quando gli animali sono vicini non sappiamo cosa fare e pensiamo di portarli via o peggio eliminarli per il semplice fatto che non siamo più capaci di vivere con loro.
Reintroduciamo specie a rischio di estinzione nella natura e al primo scontro tra un uomo e uno di questi animali per la difesa dei suoi piccoli non troviamo altra soluzione che inseguirlo per catturarlo e portarlo via?
Forse quello che occorre è un po’ di maggiore consapevolezza dei rischi di un ambiente naturale e selvaggio, una natura che ha già le sue regole e dove non è richiesto e necessario che l’uomo venga ad imporre le sue, tanto più a seguito di un episodio "naturalmente" comprensibile.
FederTrek chiede ufficialmente alla Provincia di Trento di desistere da questa incomprensibile corsa per la cattura dell’orsa Daniza
per aprire un confronto costruttivo con le associazioni locali da anni impegnate nel valorizzare il ritorno di uno degli animali più straordinari che l’arco alpino possa vantare.

L'EPILOGO

FederTrek ha aderito e partecipato alla manifestazione tenutasi ieri 13 settembre a Trento in Piazza Duomo organizzata da LAC, LAV, ENPA, OIPA e Animalisti Italiani unendosi allo sdegno di molti cittadini e associazioni animaliste e ambientaliste, chiedendo di fare luce sulle gravi responsabilità della pessima gestione della vicenda dell'orsa Daniza e sottolineando la necessità di revoca della delibera "ammazza-orsi" approvata dalla Giunta Provinciale nel mese di luglio, al fine di scongiurare possibili altri abbattimenti di orsi.
Con l'occasione il consigliere nazionale Daniel Bazzucchi, intervenuto al microfono, ha dato comunicazione dell'interrogazione parlamentare presentata dell'On. Serena Pellegrino  per chiarire il ruolo del Ministero dell'Ambiente nella vicenda e se lo stesso Ministero sia intenzionato a verificare il rispetto di tutti i protocolli-veterinari nella narcosi che ha portato alla morte dell'orsa.

Vi segnaliamo infine la petizione lanciata dalla stessa LAC:
http://www.change.org/p/revocare-la-delibera-sull-uccisione-degli-orsi-in-trentino"



L’Abruzzo, la “Regione Verde d’Europa”, può permettersi di perdere l’orso marsicano?

La morte per investimento di un’orsa in questi giorni porta nuovamente alla ribalta il grave problema della conservazione dell’Orso Bruno Marsicano, una sottospecie molto particolare, ormai ridotta ad una popolazione estremamente limitata.
La salvezza di questo animale rappresenta anzitutto una battaglia fondamentale per la conservazione della natura e per il mantenimento di un patrimonio unico. Ci chiediamo anche quale sarebbe l’impatto sull’immagine, cosi faticosamente costruita nell’immaginario di molti appassionati di natura di tutto il mondo, della Regione che vuole definirsi Parco d’Europa . Che impatto avrebbe sul lavoro svolto fin qui nel portare turisti nei Parchi Abruzzesi (e in generale dell’Appennino Centrale) se ci si dovesse trovare nella condizione di dire loro: “ si è vero, fino a poco tempo fa qui vivevano gli orsi, una sottospecie molto particolare di orsi… ma purtroppo non siamo stati capaci di salvarli dall’estinzione”. Ci chiediamo se la Regione Verde, Parco d’Europa può permettersi di perdere l’Orso Bruno Marsicano.  LEGGI TUTTO IL COMUNICATO

Coordinamento Territoriale per l’Ambiente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano Vallo della Lucania (SA) - COMUNICATO STAMPA nr.20/2013


AMBIENTE: SEQUESTRATO UN BOSCO DI FAGGIO DI 110 ETTARI SUL MONTE CERVATI
Nella cornice del Monte Cervati, in comune di Piaggine (SA), era in corso un taglio boschivo di faggi. Due le ditte boschive denunciate all’Autorità Giudiziaria.


Piaggine (SA), 09/11/2013 – Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato dipendenti dall’Ufficio di Coordinamento di Vallo della Lucania, hanno posto sotto sequestro un’area boscata di circa 110 ettari ricadente nel Comune di Piaggine località Temponi e piano degli Zingari, nelle quali si stava realizzando un taglio boschivo in carenza di autorizzazioni.
Nella suggestiva cornice del monte Cervati, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, a circa 1400 metri di altitudine dove il faggio trova il proprio habitat ideale,  oltretutto in zona S.I.C. (Sito di interesse Comunitario) e Z.P.S. (Zona a Protezione Speciale), i forestali hanno accertato che, su terreno di proprietà comunale, era in corso il taglio di utilizzazione di un bosco governato ad alto fusto di specie faggio. Le indagini condotte, le acquisizioni documentali esperite ed infine le verifiche in campo, hanno consentito di accertare che le attività di taglio ed utilizzazione boschiva venivano eseguite in carenza delle necessarie autorizzazioni, e quando autorizzazioni vi sono, le medesime risultano in contrasto con la vocazione cui le aree in questione sono destinate.

LEGGI L'INTERO COMUNICATO

 

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