UN VIAGGIO A PIEDI DA CHIA A BRUXELLES – PAESE EUROPA

IMG_7867 [800x600]Progetto “Paese Europa”

con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del Comune di Soriano nel Cimino e del Cai di Viterbo.

Tutta Europa è Paese e percorribile a piedi

L’Europa è Paese in quanto area geografica

L’Europa è Paese in quanto Paesaggio

L’Europa è Paese in quanto costituita di piccoli centri abitati

Da Chia (frazione di Soriano nel Cimino, sede di Ammappalitalia) al Parlamento Europeo di Bruxelles: una mappatura di 2400 km a piedi e con il cane che attraversa alcuni paesi della Comunità Europea.

Descrizione dell’iniziativa

Marco Saverio Loperfido, Marina Vincenti e il cane Bricco (denominati I postini di una volta), si metteranno in cammino, nel maggio del 2017, per mappare una nuova via a piedi che da Chia arriverà a Bruxelles, passando per Todi, Venezia, Belluno, Innsbruck, Strasburgo e Lussemburgo. Le vie individuate saranno esclusivamente sentieri e strade secondarie, passeranno per borghi e città e si potranno intersecare con itinerari già esistenti, come la Via Romea, La Via di San Francesco, la Monaco-Venezia.

Mappare significa descrivere l’itinerario giorno per giorno, fotografare i Beni Culturali ed il paesaggio, creare il tracciato gps, raccogliere informazioni da condividere sulla piattaforma www.ammappalitalia.it, riflettere sul camminare e sull’esperienza del viaggiare con il cane al seguito. I luoghi di sosta saranno i paesi italiani e stranieri, che diventeranno così nodi di una rete. I viaggiatori, ospiti dei comuni o di associazioni locali che il percorso incontrerà, terranno conferenze spiegando il progetto di mappatura on-line, le proprie esperienze nei giorni di cammino e la bellezza del camminare a piedi attraverso letture, proiezioni e suggestioni di antichi viaggiatori. Saranno partecipi di iniziative culturali che si occupano della percorribilità del territorio a piedi.

I Postini di una volta, oltre a svolgere la mappatura dell’itinerario, avranno il compito di portare a mano al Parlamento Europeo, le riflessioni delle associazioni e dei singoli cittadini incontrati lungo la via, che abbiano come tema il turismo e lo sviluppo sano dei territori.

Perché è importante “ammappare/attraversare” un territorio a piedi

Percorrere un territorio a piedi significa, come prima e fondamentale cosa, entrare in uno stretto contatto con esso, rendersi conto della maniera in cui fu vissuto per millenni, scoprire dinamicamente la prospettiva paesistica attraverso cui fu interpretato dagli uomini. Il paesaggio infatti, termine che deriva dal francese paysage e dal termine italiano paese, altro non è che una “zona o territorio, quale viene percepito dagli abitanti del luogo o dai visitatori, il cui aspetto o carattere derivano dalle azioni di fattori naturali e/o culturali” (Convenzione europea del paesaggio, Articolo 1). Non esiste altro modo dunque per tutelare il paesaggio e per promuoverne la conoscenza se non quella di creare o riscoprire la rete di percorsi a piedi nei territori stessi, da paese a paese, andando in controtendenza alla moda di cementificare, di asfaltare e di dimenticare gli antichi tracciati.

Ammappare un territorio significa salvaguardare le strade sterrate che attraversano da secoli le campagne, incentivarne l’utilizzo per il turismo ma anche per brevi spostamenti da parte degli abitanti locali.

Ammappare un territorio significa tenerlo sotto controllo, monitorarlo. Sempre più spesso, proprio perché le strade sterrate e le campagne sono abbandonate, diventano luogo ideale per discariche abusive e scempi edilizi.

Ammappare un percorso tra un paese e l’altro significa ridare ai borghi il ruolo storico e sociale che da sempre hanno, ovvero di essere isole di civiltà tra la selvatichezza e l’ostilità della natura. Un percorso che passa da un paese all’altro è infatti una parentesi avventurosa, al termine della quale si rientra piacevolmente nel consorzio umano, accogliente e ordinato. Significa dunque utilizzare i paesi come luoghi di ospitalità vera e propria, luoghi di posta, dove riposarsi, rifocillarsi, trovare tranquillità dal viaggio. Significa incentivarne il ripopolamento e l’economia locale. Molto più dei semplici sentieri per turisti (che partono da un punto e arrivano in un altro per poi tornare alla macchina parcheggiata), i percorsi che si snodano da paese a paese non sono caratterizzati solamente dall’ottica turistica, ma creano le basi conoscitive e strutturali per un radicale cambiamento della maniera di esperire il territorio e il mondo. Camminare infatti, nell’epoca della fretta e della superproduzione, è ormai diventato un atto rivoluzionario.

L’esperienza di un lungo viaggio con cane al seguito

I due camminatori saranno accompagnati nel loro viaggio dal cane Bricco. Questo significherà nuove esperienze e un differente modo di relazionarsi al viaggio, al territorio e all’esperienza stessa della mappatura. Cosa comporta avere un cane al seguito in un lungo viaggio? Quali sono le sensazioni che si sentono, le difficoltà e le gioie che si provano? Tutto questo bagaglio di informazioni sarà appuntato e descritto in un diario giornaliero, che si prefigge l’obiettivo di approfondire il particolare rapporto che intercorre tra uomo, cane e viaggio. Si creeranno in questo modo delle speciali schede per il viaggio con il cane, relative alla difficoltà e ai suggerimenti.

La documentazione sonora

Durante il cammino i viaggiatori si occuperanno di raccogliere materiale audio tramite strumentazione adeguata. Il materiale sarà a carattere naturalistico e antropologico: cambiano i territori, cambia il suono degli elementi, l’atmosfera, i dialetti. Le informazioni raccolte (e georeferenziate) potranno essere utilizzate per mostre, convegni, progetti e mappature. Per questo motivo i viaggiatori saranno coadiuvati dall’esperienza di Alfonso Prota, esploratore del mondo delle mappe e del suono, del teatro e dell’illustrazione, della cartografia e del paesaggio.

La collaborazione con Amavido.de

Amavido è una piattaforma per il Turismo Sostenibile. Leggiamo dal sito del progetto: “[…]nella piccola dimensione di borghi e paesi esiste ancora la possibilità di una vita semplice e tranquilla. Questa dimensione per noi è una grande fonte d’ispirazione. Attraverso il progetto amavido vogliamo dare a tutti voi la possibilità di sperimentare e godere delle piccole gioie e meraviglie che questi luoghi magici e fuori dal tempo sanno regalare. Luoghi che hanno bisogno di tutta la nostra attenzione e cura per non rischiare uno spopolamento totale o la perdita del loro patrimonio. […] Sogniamo di riportare in vita luoghi dimenticati e tradizioni uniche e meravigliose. Per noi è importante scoprire nuove tradizioni, renderle visibili, fare nuovi incontri e realizzare interessanti scambi culturali. Vogliamo rendere visibile l’invisibile, mostrando alloggi e attività uniche e personalizzate. Vogliamo spingere le comunità locali a presentare su Amavido nuove idee e possibili attività. Vogliamo aiutare a ravvivare borghi a rischio di spopolamento e abbandono. Giovani che vorrebbero rientrare nel proprio luogo d’origine con nuove prospettive di lavoro. Amavido sogna di diventare una piattaforma internazionale di turismo sostenibile per ispirare e unire persone di culture diverse”.

Ammappalitalia ed Amavido sono dunque animati dalla stessa filosofia, da qui la naturale collaborazione. Ammappalitalia si occupa di trovare, mappare e condividere le strade che uniscono borghi dimenticati; Amavido di trovare, mappare e condividere alloggi e realtà che abbiano determinati valori, come la convivialità, la tradizione locale e la sostenibilità ambientale.

Durante il viaggio che li porterà a Bruxelles Marco e Marina saranno dei veri e propri scout in perlustrazione per Amavido, identificando e comunicando quelle realtà in sintonia con la visione del turismo appena illustrata.

Ammappalitalia e Wwoof, ovvero le VieWwoof

Ammappalitalia e Wwoof Italia collaborano da anni in un progetto denominato VieWwoof. Attraverso la mappatura di itinerari da percorrere a piedi, in bicicletta e con animali, VieWwoof crea una rete che collega le fattorie associate al Wwoof fra loro, con il trasporto pubblico e con i centri abitati. Le VieWwoof archiviate su Ammappalitalia, dal maggio 2014 a oggi, sono 120, in 13 regioni. In prospettiva il reticolo si estenderà capillarmente creando una rete di mobilità alternativa ai trasporto motorizzato privato, complementare agli itinerari turistici, ricreativi, sportivi o spirituali: un’infrastruttura al servizio di forme di economia, società e lavoro più sostenibili e cooperative di quelle oggi dominanti.

Il viaggio “Paese Europa”è un ulteriore momento di questo “cammino” svolto insieme dalle due associazioni. Le fattorie italiane che si trovano lungo il tracciato identificato da Marco, Marina sono ben 16. Verranno tutte contattate e se daranno la loro disponibilità verranno incluse nelle nuove mappature, fornendo appoggio, sostegno e un alloggio ai viaggiatori di passaggio.

Ma il Wwoof è innanzitutto una realtà internazionale, dunque Wwoof Italia aiuterà “Paese Europa” anche al di fuori dei confini nazionali, facendo conoscere il percorso e promuovendo ospitalità. E, perché no, questa potrebbe essere anche l’occasione per incentivare l’avvio di un VieWwoof International.

Perché andiamo a piedi a Bruxelles?

Noi saremmo pure andati a Roma, in effetti. Da Chia, provincia di Viterbo, uscendo di casa con gli zaini ci saremmo incamminati per Gallese il primo giorno, il secondo per Sant’Oreste, il terzo saremmo arrivati a Monterotondo e il quarto a Piazza Navona a Roma. 80 chilometri e basta, un percorso bello e piacevole. Ma purtroppo Roma ha smesso di essere ormai da tempo la meta che fa per noi, lì non si prendono più decisioni fondamentali e noi abbiamo ancora l’ambizione di poter portare messaggi importanti. Il vero centro, da quello che ci dicono, si trova più lontano, ovvero a Bruxelles e dunque a noi ci tocca prendere gli stessi zaini di cui sopra e incamminarci per ben 2400 km.

Sicuramente vi starete chiedendo: ma perché non spedire questi messaggi per mail? Ecco proprio questa è la nostra presunzione, cioè pensare che a volte la forma riesca a plasmare i contenuti e che un messaggio, proprio perché portato a mano con un viaggio di sei mesi alle spalle, diventi lentamente più autorevole agli occhi di chi dovrebbe leggerlo. Non solo. Sarà lo stesso messaggio a prendere forma insieme al cammino perché in questo lasso di tempo noi ci imbatteremo in persone e associazioni, e chiederemo a chi opera per il proprio territorio di dirci cosa vogliono che arrivi a Bruxelles grazie a noi. Saremo dei postini, ma dei postini di una volta, che vanno di casa in casa, di paese in paese, molto lentamente, a raccogliere le riflessioni di chi veramente conosce ciò di cui parla: i boschi, lo stato delle strade di campagna, dei fiumi, dei torrenti; passeremo da chi sa il vero motivo per cui la tutela del paesaggio è, per adesso, solo una vuota e retorica frase; da chi conosce l’inghippo burocratico per cui non riesce a fare ciò che dovrebbe per il proprio paese o frazione; da chi, volontariamente, ripulisce i rifiuti delle discariche abusive e vi saprà spiegare esattamente il malsano processo per cui deve ritornare ogni anno di nuovo a ripulire.

Cara Bruxelles non aspettarti un documento sistematico e ben incasellato. Noi ti porteremo un mazzo di fogli sgualciti, forse alcuni saranno anche scritti a mano, con diversi stili e prospettive. Non aspettarti un progetto compiuto e coerente. A quello ci dovrai pensare tu. Noi ti porteremo una fetta di Europa sporca di fango e cioccolata, ma non perché passeremo in Svizzera (lo sappiamo che la Svizzera non fa parte dell’Unione Europea, un minimo ci siamo informati) ma perché la cioccolata è tanto cara al camminatore e ogni suo foglio prima o poi ci si imbratta. 

Noi dunque porteremo a piedi a Bruxelles tutti i detriti che il nostro scorrere a valle verso di te racimolerà. Lo facciamo anche per sentirci in primis noi stessi più europei. Da qui proprio non ce la facciamo. Ci risulta difficile anche prendendo l’aereo e catapultandoci in un istante a Parigi, Berlino, Madrid. Forse siamo stati veramente europei solo quando facevamo l’Interrail da giovani e come matti prendevamo i treni di notte per non pagare gli alberghi; o come quando abbiamo studiato per anni con l’Erasmus e abbiamo ascoltato decine di lingue diverse. D’altronde se un’idea di Europa si è formata nel tempo, e oggi è possibile spenderla, è perché per centinaia di anni il vecchio continente è stato percorso in lungo e in largo da mercanti, pellegrini ed artisti. E come pensi che abbiano viaggiato perlopiù costoro? A piedi. 

A piedi si riesce a capire veramente come un dialetto si trasformi in un altro e infine cambi in lingua; a piedi si comprende cosa crea la continuità, come un paesaggio sfumi nell’altro e perché quel fiume o quella strada abbiano cementato insieme, come fanno le radici per un terreno, quelle genti così lontane tra loro e dunque differenti. L’avresti mai immaginato che non è la velocità ad unire bensì la lentezza? 

Cara Europa ti hanno fatto credere che una moneta sarebbe servita a farci sentire tuoi figli ed invece tu eri più viva ed operante quando avevamo monete diverse, perché l’importante è scambiarcele per mano. Eri più viva quando eri nel mentre del guado, in quel processo in cui si fatica ad andare avanti, che adesso che riposi beata nel cielo astratto delle parole catodiche.

Insomma: noi c’incamminiamo per Bruxelles per realizzare davvero come questa città non stia lassù, in alto a sinistra nella mappa d’Europa, ma all’orizzonte e sotto la curvatura della terra. Lo facciamo per noi, ma crediamo che possa avere un’utilità anche per te. Non abbiamo nemmeno paura che tu al nostro arrivo non esisterai più, perché crollata sotto i colpi dell’ennesimo exit. L’Europa di cui parliamo noi, quella per la quale vale la pena mettersi in cammino e farsi venire le vesciche, è più antica delle scelte politiche, perché afferisce all’essenza dell’essere umano: l’incontro.
Dunque noi ti veniamo incontro e ce la prendiamo anche molto comoda. La strada che faremo è nuova, la mapperemo per intero, affinché si possa ripercorrere. La strada che faremo passa per Venezia, perché così ci piace, oltrepassa le Alpi nella splendida zona della Carnia, giunge nelle valli glaciali dell’Austria e prosegue per la Foresta Nera tedesca. Risale una parte della valle del Reno e svolta a nord-ovest per entrare in Lussemburgo e infine in Belgio. Non è la via più corta. Innanzitutto perché il nostro obiettivo è quello di vedere l’Europa, non di arrivare. Tu sei solo un pretesto, come queste intenzioni su carta. Il viaggio sarà l’essenza del messaggio.
Adesso scusaci ma dobbiamo andare. È opportuno per noi far coincidere le parole coi fatti e questo un po’ ci elettrizza. Perdona l’arroganza del nostro tono, ma un po’ di diffidenza verso il proprio obiettivo bisogna pur mantenerla. Uno dei nostri più grandi internazionalisti diceva: “Il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà”. Non crediamo che si possa parlare senza agire e poi così nemmeno ci piace. Lo zaino non è mai pronto fino in fondo, ma noi stiamo per partire lo stesso.

La lettera in cammino, da consegnare alle associazioni lungo la via

“E’ una legge che vi sarà spiegata lassù: nessun accampamento deve mai restare vuoto per più di un giorno. Senza dubbio la carovana precedente ha lasciato qui una o due persone e aspettava il nostro arrivo per proseguire. Ci hanno visti venire da lontano e sono partiti subito. Confermeremo loro il nostro arrivo e intanto vi mostrerò l’inizio del sentiero”.

 Da “Il Monte Analogo”, di René Daumal

Chiediamo alle Associazioni che si occupano di territorio, paesaggio, ambiente e mobilità sostenibile, di affidarci le loro riflessioni e le loro esperienze concrete, affinché noi le possiamo portare al Parlamento Europeo e consegnarle a mano, dopo averle portate a piedi, in un unico documento denominato “Lettera in cammino”.

Per riflessioni ed esperienze concrete intendiamo le reali problematiche che avete riscontrato nel vostro lavoro associativo. Più il vostro scritto sarà astratto e generico più sembrerà teorico e già sentito. Vi chiediamo perciò di parlarci delle vostre condizionidi volontari, delle vostre maturateconsapevolezze, degli esempitangibili e documentati dei vostri successi e dei vostri fallimenti. Non vogliamo portare un documento che parli di massimi sistemi, bensì vorremmo farci carico di un fascicolo di storie di vita associativa, scritto da agguerriti operatori in prima linea, non già da occhialuti compilatori di bandi europei.

Lo spirito che dovrà animare le vostre parole potrà anche essere quello della denuncia, purché sia libera e costruttiva. Non dimenticatevi di inserire le vostre idee, quelle in cui credete, che siano idee per uno sviluppo sano del territorio o progetti già sperimentati e di successo. Non abbiate paura a parlare del vostro piccolo ambito di competenza, ogni grande Unione è pur sempre la somma di tante minuscole realtà. Allegate una breve descrizione delle vostre attività.

Per stilare queste riflessioni ci vuole tempo e impegno, lo sappiamo, dopotutto bisogna mettersi a ragionare e a scrivere. Ma noi crediamo nella sua importanza e siamo sicuri che ne valga la pena.

Se collaboreremo nella stesura di questo documento arriveremo tutti assieme a Bruxelles, in carne ed ossa, non solo noi di Ammappalitalia e non tanto con supposizioni o con facili critiche, quanto con i nostri aneddoti e la nostra saggezza.

“Noi di Ammappalitalia ci stiamo per mettere in cammino. Anzi potrà capitare che mentre leggerete queste righe già lo saremo da un po’. Andiamo lontano e ci mettiamo del tempo. Incontreremo molte persone, tanto che il nostro percorso, oltre che dai passi e dai sentieri, ci sembrerà fatto di incontri. Vogliamo portarli con noi. La “lettera in cammino” è come una carovana di persone, tutte quelle che abbiamo incontrato”.

Ma chi sono i Postini di una volta?

Marco Saverio Loperfido (mappatore del viaggio) si occupa di attività culturali nella provincia di Viterbo come responsabile della sezione spettacoli del Gruppo Archeologico Roccaltìa (iscritto al GAI) e come presidente del Gruppo Roccaltìa Musica Teatro, una compagnia che si batte per la rivalutazione del territorio attraverso il teatro-natura. La sua tesi di dottorato ha avuto come tema la Provincia di Viterbo e il fenomeno della migrazione, producendo una pubblicazione “La morte altrove. Il migrante al termine del viaggio” Aracne Editrice, 2013. Partecipa attivamente al “Progetto del Laboratorio Pluralismo Culturale (PLUC)” dell’università di RomaTre, dove è ricercatore e cultore della materia. Ideatore e curatore del progetto www.ammappalitalia.it ha pubblicato guide di viaggi a piedi ed è Guida Ambientale Escursionistica (AIGAE).

Marina Vincenti (fotografa del viaggio) si diploma in “Interior & Industrial Design” all’Accademia delle Arti e delle Nuove Tecnologie dove ha seguito un corso di fotografia “architettonica e still life”. Approfondisce la sua passione per le foto partecipando ad un corso di “Lumen Printing” a cura del fotografo Marco Scataglini e attraverso un corso teorico-pratico di fotografia naturalistica a cura di Alessandro Zocchi. Prosegue gli studi al fianco della fotografa Lietta Granato. Reporter per il sito Ammappalitalia.it dal maggio 2014.

Bricco (mascotte del viaggio) è un trovatello di circa due anni, per metà setter e per metà non si sa, dagli occhi marroni e buoni. Adora i sentieri ed i boschi, memore forse del suo passato di cane da caccia. Ma perché allora è stato abbandonato? Forse non amava gli spari dei cacciatori? Forse era poco efficiente? O forse aveva solo voglia di incontrare Marco e Marina e fare con loro il viaggio fino a Bruxelles?

Link utili delle esperienze precedenti

Giro della Tuscia in 80 giorni: http://www.ammappalitalia.it/il-giro-della-tuscia-in-80-giorni/

Umbria: passaggi a sud-ovest: http://www.ammappalitalia.it/umbria-passaggi-a-sud-ovest/

Video di Ammappalitalia: https://vimeo.com/125278580

Video 2 di Ammappalitalia: https://vimeo.com/112428478

VieWwoof (vie per unire le fattorie italiane): http://www.ammappalitalia.it/viewwoof/

Concorso per la migliore mappatura: http://www.ammappalitalia.it/concorso-per-la-migliore-ammappatura/

Obiettivi del progetto:

Paese Europa è un tentativo di cambiare ottica sull’Europa. Vogliamo vederla attraverso lo sguardo lento di chi cammina; vogliamo viverla passo passo; vogliamo incontrare gli europei e conoscere il territorio millimetricamente; vogliamo promuovere un’Europa senza frontiere.

Mappare inoltre, come serie di attività produttive e culturali, è senza dubbio una buona pratica: lo sguardo di chi cammina è aperto alla conoscenza storica, antropologica, visiva, sociologica del territorio attraversato. I Postini di una volta annoteranno tutto questo nel sito e nel blog Paese Europa. Porteranno al Parlamento Europeo nuove proposte ideate nel tempo e con l’esperienza del sito Ammappalitalia.

L’itinerario e le date

Prima fase: Maggio – Luglio 2017

1 maggio 2017: Chia – Mugnano – Attigliano – Lugnano in Teverina

2 maggio: Lugnano in Teverina – Parco Energie Rinnovabili

3 maggio: Parco Energie Rinnovabili – Santa Restituta

4 maggio: Santa Restituta – Todi

5 maggio Todi – San Terenziano

6 maggio: Riposo

7 maggio: San Terenziano – Pomonte

8 maggio: Pomonte – Collemancio

9 maggio: Collemancio – Passaggio

10 maggio: Passaggio – Bastia Umbra

11 maggio: Bastia Umbra – Torchiagina

12 maggio: Torchiagina – Lago di Valfabbrica

13 maggio: Riposo

14 maggio: Lago di Valfabbrica – Oasi Verde Mengara

15 maggio: Oasi verde Mengara – Monteleto

16 maggio: Monteleto – Ca’ Tecchie

17 maggio: Ca’ tecchie – Bacciardi

18 maggio: Riposo

19 maggio: Bacciardi – Urbania

20 maggio: Urbania – Pieve di Cagna

21 maggio: Pieve di Cagna – Mercatino Conca

22 maggio: Mercatino Conca – San Marino

23 maggio: Riposo

24 maggio: San Marino – Sant’Arcangelo di Romagna

25 maggio: Sant’Arcangelo di Romagna – Savignano sul Rubicone – Gambettola

26 maggio: Gambettola – Cervia

27 maggio: Cervia – Ravenna

28 maggio: Riposo

29 maggio: Ravenna – Casalborsetti

30 maggio: Casalborsetti – Comacchio

31 maggio: Comacchio – Lido di Volano

1 giugno: Lido di Volano – Codigoro

2 giugno: Codigoro – Mesola

3 giugno: Mesola – Porto Viro

4 giugno: Porto Viro – Chioggia

5 giugno: Riposo

6 giugno: Chioggia – Alberoni

7 giugno: Riposo

8 giugno: Alberoni – Venezia

9 giugno: Riposo

10 giugno: Venezia – Jesolo

11 giugno: Jesolo – San Donà di Piave

12 giugno: San Donà di Piave – Sant’Andrea di Barbarana

13 giugno: San’Andrea di Barbarana – Maserada sul Piave

14 giugno: Maserada sul Piave – Colfosco

15 giugno: Colfosco – Collalto

16 giugno Riposo

17 giugno: Collalto – Refrontolo

18 giugno: Rerontolo – Prapian

19 giugno: Prapian – Revine Lago

20 giugno: Revine Lago – Valmorel

21 giugno: Riposo

22 giugno: Valmorel _ Limana

23 giugno: Limana – Belluno

24 giugno: Riposo

25 giugno: Belluno – Soverzene

26 giugno: Soverzene – Codissago

27 giugno: Codissago – Ospitale di Cadore

28 giugno: Ospitale di Cadore – Pieve di Cadore

29 giugno: Pieve di Cadore – Domegge di Cadore – Eremo dei Romiti

30 giugno: Eremo dei Romiti – Rifugio Cercenà – Rifugio Padova

1 luglio: Rifugio Padova – Rifugio Giaf

2 luglio: Rifugio Giaf – Rifugio Flaiban Pacherini

3 luglio: Rifugio Flaiban Pacherini – Forni di Sopra

4 luglio: Riposo

5 luglio: Forni di Sopra – Sauris

6 luglio: Sauris – Forni Avoltri

7 luglio: Riposo

8 luglio: Forni Avoltri –Rifugio Calvi – Rifugio Sorgenti del Piave

9 luglio: Rifugio Sorgenti del Piave – Rifugio Miravalle

10 luglio: Riposo

11 luglio: Rifugio Miravalle – Malga Campobon

12 luglio: Malga Campobon – Porzehutte (Austria)

13 luglio: Porzehutte – Obertilliach

14 luglio: Obertilliach – Kartitsch

15 luglio: Kartitsch – Panzendorf

16 luglio: Panzendorf – San Candido (Italia)

17 luglio: Riposo

18 luglio: San Candido – Dobbiaco

19 luglio: Dobbiaco – Brunico

20 luglio: Brunico – Issengo

21 luglio: Riposo

22 luglio: Molini – Maranza

23 luglio: Maranza – Mauls/Mules

24 luglio: Mauls/Mules – Vipiteno

25 luglio: Vipiteno – Colle Isarco

26 luglio: Colle Isarco – Brennero

27 luglio: Brennero – Obertilliach

Seconda fase: Agosto – Ottobre 2017

Dal confine con l’Austria a Bruxelles si procederà senza mappatura e con un programma di massima.

Arrivo a Bruxelles previsto per il 20 ottobre 2017.

I percorsi entro il confine italiano saranno mappati e condivisi sul sito www.ammappalitalia.it . Dal confine con l’Austria a Bruxelles sarà possibile seguire il viaggio sul blog http://www.ammappalitalia.it/paese-europa/.

Associazioni già coinvolte: Cai di Viterbo, Amavido.de, Wwoof Italia.

Qui è possibile vedere la mappa interattiva dell’itinerario:

http://umap.openstreetmap.fr/it/map/paese-europa_123554

 Paesi/città incontrati fuori dell’Italia

 Obertilliach, Kartitsch, Panzendorf, Schönberg im Stubaital, Innsbruck, Zirl, Telfs, Obermieming, Ehrwald, Reutte, Fussen, Meilingen, Rehbach, Unterjoch, Sonthofen, Bolgenach, Hittisau, Lingenau, Müselbach, Alberschwende, Kennelbach, Bregenz, Unterhochsteg, Lindau, Wasserburg, Kessbromm am Bondensee, Langenargen, Friedrichshafen, Immenstaad em Bodensee, Meersburg, Unterhuldingen, Überlingen, Sipplingen, Ludwigshafen, Espasingen, Orsingen, Aach, Engen, Behla, Döggingen, Dittishausen, Neustadt, Breitnau, Kirchzarten, Freiburg im Breisgau, Breisach am Rhein, Saisbach am Kaiserstuhl, Weisweil, Rheinhausen, Schwanau-Nonnenweier, Meißenheim, Altenheim, Goldscheuer, Kehl, Strasbourg, Rohr, Altenheim, Saverne, Sarre-Union, Ernestviller, Forbach, Wölklingen, Saarlouis, Beckingen, Merzig, Besseringen, Orscholz, Keßlingen, Sinz, Remich, Erpeldange, Waldbredimus, Medingen, Contern, Luxembourg, Arlon, Thiaumont, Anlier, Behême, Lèglise, Hamiprè, Neufchâteau, Lamouline, Saint-Pierre, Libramont-Chevigny, Hatrival, Saint-Hubert, Arville, Awenne, Grupont, Rochefort, Leignon, Ciney, Braibant, Assesse, Courrière, Sart-Bernard, Naninne, Namur, Gembloux, Chastre-Villeroux-Blanmor, Mont-Saint-Guibert, Ottignies-Louvain-la-Neuve, Rixensart, Hoeilaart, Bruxelles.

FONTE: www.ammappalitalia.it/un-viaggio-a-piedi-da-chia-a-bruxelles-paese-europa/

Fonte: adnkronos.com Pubblicato il: 24/01/2017 12:25

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La professione di guida turistica un tempo era totale appannaggio degli uomini, sia per motivi fisici che culturali. Oggi, invece, sono in notevole aumento le donne che scelgono di mettersi alla guida di gruppi di escursionisti. E’ quanto afferma la Compagnia dei Cammini, associazione di turismo sostenibile dedita a diffondere la cultura del camminare, dove, ogni anno, aumentano le guide donna che accompagnano i camminanti nei viaggi.  Un dato confermato anche dal Collegio Nazionale Guide Alpine, secondo cui nel 2016, anche se in netto svantaggio sugli uomini, le donne iniziano ad essere presenti tra gli accompagnatori di media montagna con 68 donne su 279 uomini (a cui compete accompagnare i clienti su terreni escursionistici dove non sono richieste tecniche alpinistiche), 12 guide alpine e 5 aspiranti donne.  Per diventare “guide” non è necessario compiere imprese eroiche, né scalare vette irraggiungibili. Quello che conta, spiega Roberta Ferraris, guida della Compagnia dei Cammini, “è riuscire a far vedere quello che gli occhi distratti dalla vita urbanizzata non vedono più. Importante è la lettura del paesaggio, capire la relazione tra specie umana e il suo ambiente, il fragile ecosistema del pianeta Terra. Importante è ritornare con i piedi sul suolo, riconnettersi con la terra e con se stessi. Importante è leggere il filo della storia e della civiltà che corre lungo le antiche vie”.  C’è chi dunque si avvicina a questo mestiere perché l’ha “respirato” in famiglia, chi abbandona il “posto fisso” per seguire una vocazione e farne una scelta di vita sostenibile e chi, invece, parte dalla propria passione di camminante o per il territorio per trasformarla poi in una vera e propria professione.  In questa scelta anche la formazione ha la sua importanza: si può diventare guida, partecipando ai corsi all’Aigae, associazione guide ambientali ed escursionistiche (dalle 400 alle 600 ore) o presso l’associazione Guide Alpine Italiane per corsi di accompagnatori di media montagna. Se invece si decide intraprendere una qualifica per accompagnare in alta montagna è necessario effettuare corsi per guide alpine con l’associazione Guide Alpine.  Ma, come consiglia anche Luca Gianotti, coordinatore della Compagnia dei Cammini per fare del cammino una vera e propria professione “è importante camminare. Per più giorni, in contesti diversi. Leggere diari di viaggio, approfondire i mondi del turismo sostenibile, dell’economia solidale, dei cambiamenti virtuosi in atto in Italia e nel mondo. Farsi cioè una cultura del camminare, perché non basta saper riconoscere le piante o le rocce per essere una guida. E poi, certo, fare un corso per prendere un patentino, corsi che ancora dipendono dalle normative regionali”.